Per Fede…

Per fede settemila preadolescenti (14enni) della nostra diocesi di Milano, Lunedì dell’Angelo, sono partiti per Roma. Sono una delle fortunate educatrici che, ogni anno, si stupisce della forza che semplici ragazzi delle medie raccolgono per affrontare un cammino spirituale e per, questa volta, scegliere autonomamente di professare la propria fede. Così le orme di San Pietro e San Paolo hanno fatto da guida ai 63 ragazzi del Decanato di Carnago che con i loro educatori e don hanno affrontato il pellegrinaggio.
Così in basilica a San Pietro, con la Messa d’inizio pellegrinaggio, abbiamo pregato su queste parole di San Giovanni Paolo II: “non dovete aver paura di aprire le porte del vostro cuore a Cristo risorto”, chiedendo la grazia di affrontare con questo sentimento i tre giorni. E camminando fra le chiese di San Paolo fuori le mura, San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore, abbiamo iniziato a calarci nel significato del seguire Gesù, che vuol dire vivere in lui dopo l’incontro della verità ed accogliendo il desiderio di dare tutto per Amore. Visitando le catacombe di San Callisto non solo scendiamo in profondità, ma torniamo ai tempi delle prime comunità cristiane e assaporiamo una fede devota anche nella difficoltà della persecuzione: il coraggio dei martiri ci dona speranza.
La mattina successiva San Pietro è ricolma di tutti i ragazzi della diocesi accolti dal cardinal Comastri: c’incoraggia a non demordere, ad avere una fede gioiosa e convinta come quella di Carlo Acutis, di S. Madre Teresa. Ci interroga: “dov’è la felicità?”, è importante iniziare a cercarla subito. I ragazzi qui professano la loro fede.
Il pellegrinaggio non può che terminare dove è iniziato: in piazza San Pietro, dove incontriamo Pietro, oggi Papa Francesco. “Che bello pensare che il cristianesimo sia semplicemente questo: la ricerca di Dio nei nostri confronti.” Ci chiede di tenere il nostro cuore aperto allo stupore, solo così sarà capace di percepire gioia. Io non ho dubbi su questi ragazzi, con occhi luminosi che cercano, captano segnali, parole, raccolgono immagini in memorie tecnologiche, ma trattengono nel cuore il sapore di una gioia che non lascia amarezza postuma.

Iside di Castelseprio