Un anno eccentrico

1 Febbraio 2016

Un anno eccentrico

Chiamerei questo nuovo anno “eccentrico”, non perché sarà un anno bisestile o perché  non ci saranno grande evento come l’Expo 2015 o Papa Francesco a Milano; e neppure perché non ci saranno momenti locali rilevanti. Lo stesso Giubileo della misericordia è iniziato con una diffusione territoriale che rischia di vanificare lo stesso andare a Roma, dal momento che nella Diocesi troviamo nove “porte sante” con il kit del pellegrino. Quindi neppure questo evento ecclesiale potrebbe passare senza grandi novità, se non ci mettiamo nella condizione di apertura e di fiducia. Se non prendiamo qualche provvedimento, quest’anno rischia di passare inosservato e forse nella noia più totale. Cosa possiamo inventarci per non correre questo rischio? Provo a percorrere tre strade:

  1. La riscoperta della vita ecclesiale ordinaria non ci farebbe male. Abbiamo bisogno di ferialità e semplicità nella vita che conduciamo. In questo tratto di anno pastorale terrei presente semplicemente di raccogliere qualche indicazione della Missione e di lasciarci guidare nella pastorale ordinaria. La cura delle relazioni nella comunità potrebbe farci ritrovare la gioia di essere cristiani.
  1. Prendiamo in considerazione il Giubileo della Misericordia. A partire dal numero de “Il lumaca” di gennaio troverete alcune pagine dedicate all’anno giubilare. Il nostro cammino sia spirituale ed ecclesiale: riscopriamo il sacramento della Riconciliazione e il cammino della conversione; in famiglia e nella comunità offriamo gesti di stima e perdono; pratichiamo le opere di misericordia materiale e spirituale verso il prossimo. In Quaresima ci verranno date occasioni di crescita.
  1. Quest’anno avremo la Visita pastorale di monsignor Franco Agnesi e del Cardinale Angelo Scola. Questi incontri saranno offerti in una modalità semplice: il Vicario della zona di Varese sarà con noi Giovedì 7 Aprile. L’intento sarà quello di vivere ciò che ferialmente è già presente nella nostra comunità: i ragazzi con la catechesi; la S. Messa nella chiesa di Monte; una cena con noi preti e l’incontro col Consiglio pastorale. Il nostro Arcivescovo verrà la sera di Martedì 19 Aprile per le persone corresponsabili delle parrocchie del nostro Decanato. Questi momenti ecclesiali ci aiuteranno a riconoscere il dono della Chiesa locale e a crescere nella corresponsabilità laicale e ministeriale.

Grazie a queste tre strade comprendiamo il perché di un anno “eccentrico”. Se vogliamo rinnovare la nostra vita e quella della parrocchia, siamo chiamati a ripartire dal solito e immutabile “centro”. Questo “centro” non è fermo o ingessato: è mobile e dinamico, capace di sorprendere e di prenderci in contropiede. Sarà pur un “centro” conosciuto da diversi secoli ma ancora capace di novità e di rivoluzioni così profonde che non si erano mai viste nella storia. Nell’ora del Natale e della Pasqua questo “centro” si è posto fuori dalla città e dal tempio in “periferie esistenziali”.  Questo “centro” è una persona a cui piace nascere in un modo un po’ “eccentrico” e morire in una modalità ancora più “eccentrica”. Vorrà pure dire qualcosa uno che per farsi incontrare ti chiede di cercarlo e di evitare di pensare di conoscerlo già. Questo “centro eccentrico” è riuscito ad avere attorno a sé, dalla nascita alla morte, una comunità che lo ha accolto e seguito fino in fondo. Questo anno ci auguriamo di diventare una comunità grata e fraterna, coraggiosa e evangelizzatrice, come Giuseppe e Maria nella “periferia della grotta”, come Giovanni e Maria nella “periferia del calvario”.

Don Domenico

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