Le opere di misericordia in Famiglia

12 Giugno 2016

Le opere di misericordia in Famiglia

Un grazie alle persone che hanno accolto la proposta di formulare opere di misericordia per il nostro tempo: queste azioni portano la firma della nostra comunità. A me solo il compito di completare l’elenco, di curare la formulazione di ogni scritto e di rendere omogeneo lo stile. In questi giorni ho guardato e riguardato queste opere, le ho confrontate con le opere di misericordia già conosciute per evitare doppioni e per mantenere l’impronta di concretezza; alla fine è nato un elenco di quindici opere suddivise in tre ambiti di vita: famiglia, comunità cristiana e società civile. A partire da questo numero de “Il Lumaca” cercherò di commentarle e offrirle perché vengano vissute.

RIUNIRSI E RACCONTARSI ALLA TAVOLA DEL PANE NOSTRO: che fatica ritrovarsi a tavola oggi! Tra calendari e agende, imprevisti e impegni fissi, il riunirsi a tavola di tutta la famiglia per la cena feriale e il pranzo festivo è proprio un’impresa da super-eroi. Questo momento assomiglia al convocarci di Dio per l’Eucaristia: la tavola in chiesa e quella in casa sono in sintonia. Se mettiamo ordine alle priorità, sarà possibile il miracolo del raccontarsi la giornata e l’amarsi reciprocamente alla tavola del pane quotidiano e del Padre che sta nei cieli.

EDUCARSI ALL’ASCOLTO PAZIENTE E PROFONDO: innanzitutto i figli devono ascoltare i genitori, ma va certamente ricordato come debbano essere gli stessi genitori a percepire i segnali dei figli; nella vita di coppia il dialogo e il confronto fra marito e moglie è un momento prezioso; lo stesso Signore va lasciato parlare con la sua Parola fra le mura domestiche. La qualità delle relazioni si gioca su un ascolto prolungato e capace di profondità.

PRENDERSI CURA DEI FIGLI CON TENEREZZA E AUTOREVOLEZZA: chiamati in causa sono i genitori; qualcuno mi ha detto che forse andavano aggiunti anche i nonni in questa opera educativa di misericordia. Tuttavia lasciamo la scena ai genitori: del resto se lo meritano e ce la mettono proprio tutta a prendersi cura dei propri figli da quando nascono a quando vengono “buttati” fuori di casa per fare la propria vita e assumersi le proprie responsabilità. Il tutto con tenerezza e con autorevolezza: ogni mamma e ogni papà sappia dire dei “sì” e dei “no”.

CUSTODIRE E ACCOMPAGNARE GLI ANZIANI E GLI AMMALATI: le fragilità causate da vecchiaia o malattia attraversano ogni famiglia, talvolta arrivano presto e non se vanno via. Questa opera di misericordia, già presente in quelle tradizionali, è bene ribadirla: prendere il passo di chi fa fatica nel camminare, nel parlare e nel mangiare è una forma alta di amore. In casa o in ospedale, anziani e ammalati hanno qualcosa di prezioso da dare a noi e noi qualcosa da custodire.

GENERARE UN CLIMA DI FIDUCIA IN CASA E FUORI CASA: come un grembo fecondo, la famiglia vuole essere un luogo di Vangelo vissuto e condiviso. Qui ciascuno è chiamato a generare fiducia e sincerità e a fare in modo che nessuna ambiguità o meschinità prenda il sopravvento. Solo così la famiglia crea un clima sereno fra le mura domestiche e riesce a trasmettere luce e speranza da porte e finestre. Questa opera di misericordia è un ponte gettato sulla comunità cristiana e sulla società intera.

 Don Domenico