Il Vangelo alle Sorgenti

30 Giugno 2015

Il Vangelo alle Sorgenti

Il Vangelo alle Sorgenti è il tema che abbiamo scelto per il pellegrinaggio ad Assisi che si è svolto fra maggio e giugno. Con il suo stile e con il suo modo di comunicare, frate Attilio ci ha guidati nell’intento di legare insieme la spiritualità francescana e la missione. Il viaggio è stato realizzato insieme alle parrocchie di Carnago e Rovate, comunità con cui stiamo camminando insieme. In questo articolo vorrei condividere alcune riflessioni per cercare di trasmettere quello che abbiamo ricevuto ad Assisi. Sono semplici suggestioni che agli sgoccioli di un anno pastorale e all’inizio dell’estate possono aiutarci.

Nella cripta della Basilica di San Francesco, abbiamo messo davanti alla tomba del Santo l’elenco delle famiglie che ospiteranno i gruppi di ascolto sulla Parola di Dio e tutte le persone che saranno coinvolte nelle case per la preghiera e per la condivisione nella fede. Favorire che si metta al centro la Parola di Dio nelle case, che si preghi insieme e si condivida qualcosa della propria vita cristiana, sarà una sfida importante.

Al mattino presto, nella cripta semi buia e ancora deserta, abbiamo pregato per tutti. Nell’Eucaristia abbiamo chiesto al Signore di guidare il nostro cammino di comunità cristiana pronta a ricevere il Vangelo e a trasmetterlo come vita vissuta e non come lettera morta.

Non tutti sanno che nel cimitero di Assisi è sepolto Carlo Acutis, un giovane adolescente di Milano, morto a 17 anni a causa di una malattia incurabile e dalla vita spesa in comunione con il Signore Gesù. Vivere la missione, significa anche metterci davanti alle nuove generazioni e cercare di testimoniare la vita cristiana da adulti. Carlo ha chiesto di essere sepolto lì perché passava le vacanze estive coi nonni e sentiva una forte attrazione per San Francesco e Santa Chiara. Nel libro biografico, si scoprono intuizioni profonde e un amore a Gesù che sorprendono in un ragazzo del terzo millennio fra scuola, computer e voglia di dare un senso pieno alla propria vita. Gli adulti della comunità sono i primi testimoni della fede verso le nuove generazioni.

Tutti conoscono la vicenda esistenziale e spirituale di Francesco e Chiara. Questi giganti della vita evangelica hanno sempre qualcosa di nuovo da comunicarti. Questa volta mi sono lasciato guidare da una preghiera riportata dalle fonti francescane: “Alto e glorioso Dio, illumina el core mio. Dame fede diricta, speranza certa, carità perfecta, umiltà profonda, senno e cognoscemento che io servo li tuoi comandamenti. Amen”. Francesco pregava sempre il Padre che sta nei cieli: riconoscendosi  piccolo e fragile, assimilava da Gesù la consapevolezza di essere figlio, chiamato ad essere fratello di tutti. Al Signore chiedeva essenzialmente la fede, la speranza, la carità e l’umiltà. Con la preghiera di questo santo, veniamo educati a diventare evangelicamente uomini e donne: semplicemente “essere umani” come dice una recente canzone di Mengoni.

La città di Assisi attrae molti visitatori: pellegrini e turisti, cristiani e non cristiani, giovani e adulti. La cittadella è simbolo della nostra vita. Ciascuno può attraversare la propria esistenza come vuole: da spettatore o da protagonista; limitandosi a fare un “selfi” tutto da solo o facendosi aiutare da qualcuno ad andare alla radice del senso della vita; accendendo una candela quando si è nel bisogno o aprendo il Vangelo, lasciando che sia il Signore a venirti incontro. Nei giorni del pellegrinaggio come nei giorni dell’esistenza vieni a contatto con diversi modi di vivere: togliere qualche ruggine dal cuore e aprire la propria mente, dipende da ciascuno di noi e dal desiderio di riscoprire la bellezza della vita cristiana, il bene più prezioso che possiamo ricevere e donare.

Don Domenico

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