Che cosa nutre la vita?

don Domenico
28 Febbraio 2015

Che cosa nutre la vita?

E’ la domanda che vorrei come linea guida per il tempo di quaresima e la prossima Pasqua. E’ facile intuire come questa domanda sia legata all’Expo 2015 e al fatto che questo evento venga realizzato vicino a noi con la partecipazione della Diocesi di Milano e della Caritas ambrosiana.
Questa domanda la possiamo rivolgere a noi stessi per un esame di coscienza personale e comunitario e per favorire un “breefing” su che cosa nutre la vita. Questa stessa pista di ricerca potremmo intravederla nel Vangelo: di che cosa si è nutrita la vita di Gesù? Di che cosa ci ha nutriti il Signore nel suo cammino con noi e in particolare con la sua Pasqua?

Innanzitutto, di fronte ad una simile provocazione, non dobbiamo avere fretta o dare risposta da “libro stampato”, dobbiamo prendere tempo per rientrare in noi stessi, ascoltare il cuore e il mondo che ci circonda, siamo chiamati ad aprirci alla Parola di Dio e alla celebrazione del banchetto di Dio e del cibo eucaristico. Abbiamo tempo quaranta giorni, sei domeniche, giorno per giorno, fino alla Pasqua.

Guardando attorno a noi, viene spontaneo rispondere sbrigativamente alla domanda da cui siamo partiti: la vita non può vivere di banalità e neppure di pretese; non può vivere neppure di idoli o semplicemente di emozioni narcisistiche; non possiamo accontentarci di mangiare e bere, vendere e comprare, andare a letto alla sera e alzarci alla mattina senza un senso che si apra alla trascendenza. Risposte di questo tipo rischiano di scivolare in moralismo, anche se mi sembrano rischi che ciascuno corre. Tuttavia, risposte così ci aiutano a cogliere il senso spirituale ed ecclesiale del tempo di quaresima: un esercizio serio e fedele di conversione per prendere le distanze da una vita segnata da mediocrità e peccato e per aderire maggiormente al Signore Gesù. La preghiera personale, la Messa domenicale, gli esercizi spirituali e i venerdì di quaresima saranno momenti che ci aiuteranno a crescere.

Nelle nostre chiese, nel tempo della quaresima, troverete vicino dell’altare una barca con una vela e del pane a bordo. Sono i simboli che vorremmo facessero da linea guida per rispondere al nostro interrogativo. La barca rappresenta la nostra comunità e le nostre famiglie; il pane il nutrimento che stiamo cercando; la vela la possibilità di mettersi in movimento nel mare della vita.
Ai ragazzi dell’iniziazione cristiana daremo un piccolo oggetto da costruire: “Pane nostro” una barca in cartoncino con un pane a forma di croce e una vela su cui è riportato il “Padre nostro”. Inviteremo i ragazzi a mettere questo simbolo al centro della tavola dove si cena e si pranza; cercheremo di riscoprire il momento del pasto da vivere insieme: esserci tutti; essere presenti con il cuore e senza telefonini a portata di mano, seduti attorno alla mensa con il desiderio di raccontarci la giornata e custodire gli affetti e la direzione del cammino con il Signore Gesù. Oggi è di moda dire: “Tanta roba!”, ovvero un simbolo che esprime tanti valori.
Nella tavola della famiglia e nella mensa dell’Eucaristia, troveremo la risposta alla domanda da cui siamo partiti e vivremo qualcosa che ci fa scorgere la mensa del Regno. L’Expo dei cristiani è già iniziato: così nutriamo il pianeta e diamo energia alla vita di tutti. I cristiani ricevono il nutrimento e l’energia dagli altri e dall’Altro che ci è stato rivelato nella Pasqua del Signore Gesù.

Don Domenico

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