L’umana miseria

In mezzo ai lupi: LA BATTAGLIA SPIRITUALE

Ascoltiamo il Vangelo: Luca 10, 3
In quel tempo, Gesù disse: “andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi”.

Commento:
Un antico detto ebraico diceva: “il popolo di Israele è circondato dai lupi”: per dire che i pagani, l’umanità senza Dio vive come lupi.

Nell’antichità il lupo rappresenta la Divinità forte e brutale, in riferimento al dio Marte, dio della mitologia Romana, dio della guerra. Il dio Marte violenta una sacerdotessa da cui nascono due bambini: Romolo e Remo, abbandonati, poi trovati, adottati dalla lupa: nasce Roma. La fanteria leggera romana portava sopra l’elmo pelle di lupo … che indicava con quale spirito combatteva. Anche la fantasia letterarie e cinematografica descrive la “licantropia”: storie dell’uomo-lupo. Del lupo mannaro …. Il lupo è dentro l’uomo … l’uomo diventa come un lupo.

Osservando i lupi, sappiamo bene che essi vivono in branco e possiedono un leader, il capo branco … c’è una gerarchia … conquistata a colpi di morsi. Il leader mangia per primo, decide dove si va, dorme più in alto per avere sotto controllo il territorio. L’uomo vive da lupo quando:

È predatore: aggressivo e dominatore: si vivono le relazioni come delle battaglie: l’altro lo uccido visibilmente nel conflitto diretto …
È dominatore passivo: provoco terra bruciata intorno a lui: boicotto la relazione nell’indifferenza, togliendo il saluto …
Dominatore nella strategia del “mordi e fuggi”: nell’essere polemico e criticarlo alle spalle …
Il lupo sembra essere creato per mostrarci l’atteggiamento più oscuro dell’uomo.

La storia è sempre stata macchiata dalle bruttezze della guerra … e il XXI secolo è iniziato con l’11 Settembre … dopo un secolo di guerre mondiali, guerra fredda, eccidi di massa, totalitarismo, il terrorismo …

Per non parlare di tante ingiustizie, abusi ai bambini, la fame nel mondo …
e le devastazioni naturali, tzunami, terremoti …

Di cosa abbiamo fame?

Lo spirito di competizione. Più calpesto gli altri … più mi faccio strada: mi affermo schiacciando, vincendo, il mio “io” si gonfia e diventa sempre più grande. “Mors tua vita mea”: morte tua, vita mia.

Ma l’uomo non è solo lupo: riflessioni del cardinal Kasper[1]:

Prova disgusto e orrore nei confronti delle bruttezze dei nazisti e comunisti.
Ricerca di giustizia contro i malvagi
La medicina: la compassione: inteso come comportamento appassionato alle sofferenze dell’altro.
La solidarietà che ha posso paesi in aiuto a nazioni devastate da calamità naturali
Le conoscenze psicologiche un aiuto alla crescita, saluta dell’uomo: empatia: porsi nella situazione, nel mondo delle emozioni, dei pensieri della vita di un altro per aiutarlo accrescere, o di una cultura per vivere un incontro interculturale.
Si scopre la regola d’oro scritta nel cuore dell’uomo: fare agli altri ciò che vorresti, nella stessa situazione, fatta a te. Una regola che tenta di dare ordine alla legge selvatica dei branchi di lupo. Questa regola d’oro è presente in tutte le culture e in un certo modo anche nelle religioni. Si è arrivati a riconoscere che la violenza è un malinteso, un abuso e una deformazione della vera vita dell’uomo.

Le povertà: 1- quella fisica o economica: non avere un tetto sopra, da mangiare o da vestirsi, non avere un lavoro. In più una carente o totalmente assente assistenza sanitaria.

2- la povertà culturale: caso estremo di analfabetismo , o comunque poche possibilità di studiare e troppe chiusure per il futuro.

3- la povertà di relazioni: solitudine e isolamento, difficoltà nel comunicare, dalla discriminazione ed emarginazione sociale

4- la povertà spirituale. Mancanza di un orientamento serio, un vuoto interiore, mancanza di consolazione di speranza, disperazione rispetto al problema esistenza, smarrimento morale, dei valori … fino al crollo psichico.

I VIZI: IL LUPO PERDE IL PELO MA NON I VIZI!

Il catechismo della chiesa cattolica: Il peccato trascina al peccato; con la ripetizione dei medesimi atti genera il vizio. Ne derivano inclinazioni perverse che ottenebrano la coscienza e alterano la concreta valutazione del bene e del male” (CCC 1865).

LA SUPERBIA

“Il superbo è un folle presuntuoso, perché si vanta della sua posizione, del potere e della ricchezza, guardando gli altri sprezzantemente dall’alto in basso.” (Fisichella in Scaraffia, 23)

Eccessiva stima di sé:

La superbia, in ultima analisi, è il rifiuto di Dio. Lui o io.” (Fisichella, 26).

AGOSTINO: “Superbia significa allontanarsi da Dio e convertirsi a sé!” (De Civ 12,6).

TOMMASO: “è il vizio e il peccato con il quale l’uomo, contro la retta ragione, desidera andare oltre la misura delle sue condizioni” (S.Th. II-IIae, 162,1).

Superbo. Ci penso io, cercare se stesso … è il narcisista compulsivo: se non sono un personaggio non sono nessuno. Ci si gonfia fino a scoppiare.

Lc 18,11-12: il fariseo e il pubblicano al tempio …

Come riconoscere la superbia? Quando non di perdona nulla delle tue osservazioni …

“Quando si pensa che il bene derivi da noi stessi;

quando si crede che, se ci viene dato dall’alto, è per i nostri meriti;

quando ci si vanta di avere ciò che non si ha;

quando, disprezzando gli altri, si aspira ad apparire gli unici dotati di determinate qualità …”  (Gregorio magno, Commento morale a Giobbe, 33,16ss)

Una possibile terapia: il recupero di una sana autoironia

La superbia non rende un bue il rospo che si gonfia ma piuttosto lo fa miseramente scoppiare.

ACCIDIA

Averne sempre troppo…

Avversione a operare, mista a noia e indifferenza.

E’ “capitale” perché si mischia con malinconia, lutto, pigrizia, infingardaggine, tristezza e depressione, struggimento e irrequietezza” (Sequeri, Scaraffia, 68)

Anche la Bibbia ne parla:

Qo 2,17: “Presi in odio la vita, perché mi era insopportabile quel che si fa sotto il sole”

I giovani non sono educati al sacrificio e all’eroismo) il giovane svaccato (modello Omer Simpson)

I genitori spesso si sostituiscono al figlio considerato l’imperatore della famiglia con diritti e nessun dovere.

Lc 7,31ss: “Vi abbiamo suonato un lamento e non avete pianto …”

Cosa fiacca la volontà dell’uomo postmoderno?

la TV: INVECE DI VIVERE SI GUARDA A VIVERE!
il non avere eroi né grandi ideali: si pensa al calciatore …
il non pensare al passato e al futuro: l’importante è godere del presente.

Tutto questo produce la sindrome del LOMBRICO SOTTO TERRA.

LUSSURIA

Non averne mai abbastanza…

Il cuore dell’uomo …

Lc 8,14: “le preoccupazioni, la ricchezza e i piaceri della vita li soffocano…”

Mt 15,19: “E’ dal cuore che procedono adulteri, fornicazione, furti…

Gc 4,1: “Da dove vengono le guerre? Non forse dalle vostre passioni (piaceri)?

Tt 3,3: “Un tempo eravate schiavi di una quantità di concupiscenze e piaceri…”

Lc 15,430: Il figlio che torna dopo aver sperperato il denaro con le prostitute …

QUANDO L’UOMO NON RICONOSCE DI ESSERE ABBASTANZA AMATO … CERCA ALTROVE IL SENSO DELLA VITA NELL’ACCUMULARE … (piacere … non solo sesso: soldi, potere …)

Ira e gola: due lati della mancanza di self control.

IRA  (orghé) o collera

È l’unico vizio che non puoi nascondere.

“E’ quella passione che ci assale come un vento impetuoso, che emerge come un bollore improvviso dal nostro intimo e divampa come un fuoco divorante, avendo come bersaglio l’altro, gli altri. Essa è per eccellenza il vizio visibile, tanto da sfigurare chi ne è preda, producendo anche effetti psicosomatici: fa perdere il fiato, genera una sensazione di soffocamento …” (E. BIANCHI, Scaraffia, 95s)

L’orgoglio ferito: quanti guai fa!

Si esagera oltre misura.

L’ira che assale noi tutti ogni tanto nasce da un rapporto sbagliato con se stessi (eccesso di amore per sé) e poco per gli altri, cui non si perdona quanto noi stessi si fa … (tu non sai chi io sono!)

E così l’ira trasforma l’uomo in un demonio (Evagrio Pontico, Bianchi, 108): fa male a sé e agli altri.

Terapia: Per combatterla occorre frequentare il silenzio e la solitudine, acquisire una giusta stima di sé e degli altri, “Gelassenheit” (take it easy; conta fino a dieci!).

Esercitarsi nella mitezza, ponendo limiti agli scoppi d’ira (che ci fan pure male …).

Per vincerla occorre esercitarsi nell’amore dei propri nemici: “Se tu serbi rancore contro qualcuno, prega per lui, e così frenerai la passione che ti turba” (Massimo il Confessore).

Un qoan indiano sull’ira di una nuora: la nuora si arrabbia e presa dall’ira gettò ul pezzo di legno sul fuoco e delle scintille accesero la coda del gatto che scappando entrò nella stalla degli elefanti … questi, vedendo il fuoco che divampava fuggirono impazziti … calpestando gli abitanti del paese visino … che generò una guerra per 10 anni: quante conseguenza l’ira.

GOLA

Buttare dentro …

Gesù ci insegna che il rapporto con il cibo può essere sereno e gioiso. Il cibo più bello è quando ti nutri con gli altri (con i peccatori …)

I Tim 5,23: “Smetti di bere soltanto acqua e prendi del vino per il tuo stomaco”

L’animale divora, l’uomo mangia, il saggio pranza (quante volte si mangia nei ristoranti soli guardando il muro …)

INVIDIA

Sempre a far confronti: piuttosto che ammirare l’altro, producendo emulazione costruttiva (voglio essere bravo e mi impegno …)  facciamo di tutto per distruggerlo.

Si può cercare di mutare l’invidia in un sentimento di ammirazione e di emulazione competitiva.

L’invidia non si mostra mai (la lussuria e la gola si mostrano con orgoglio: l’invidia mai)

Resta segreta, triste e dolorosa, in quanto è un auto avvelenamento dell’anima.

Cerca di distruggere gli altri ma appare meschina

L’INVIDIA MORDE MA NON MANGIA: non è mai sazia e non è mai felice.

“Essa è rivolta anzitutto contro se stessi, non riuscendo a godere per il bene degli altri e godendo solo della loro rovina.” (Paglia, Scaraffia, 55)

L’invidia nasce per la paura di sé, la non accettazione di se,l’incapacità di vedere i doni che si hanno.

Storia marocchina: Eva riesce a dire di no al demonio e non mangia il frutto. Il demonio inganna la donna dicendo: “Adamo si è innamorato di un’altra donna”. Guarda in fondo al pozzo!” Eva si specchia e vede se stessa senza riconoscersi. Bruciando di invidia decide di mangiare il frutto.

Quando non ti accetti … lasci la porta aperta all’invidia.

AVARIZIA

Paperon de paperoni: espressione classica di chi è avaro: si tuffa tra le monete fredde, sospettoso di tutti …

Una scritta sul muro: “Era un pover’uomo: aveva solo denaro.” (non aveva amici, amore ….)

La frase interessante. “l’avaro è colui che vive povero … e muore ricco.

Non spende nulla … accumula … viva l’ansia del perdere …

(Lc 12,16ss): Il contadino che ha fatto un ricco raccolto …  allarghi i granai? Stolto!!!

Avarizia spirituale: il tempo, i servizi (“Ci sono dei volontari che danno tutto, meno che le dimissioni), la vita spirituale (insaziabili di pellegrinaggi, rituali ecc.) Non solo si accumula denaro: un ruolo, … (la vecchietta che leggeva da 40 anni in chiesa e non lasciava il posto al giovane).

Il vizio della ricchezza inizia laddove questa viene vista come fine, non come mezzo.

Satana: il “capo branco” nemico della Misericordia di Dio

Papa Paolo VI dichiara all’udienza generale del 15 Novembre 1972:

“Quali sono oggi i bisogni maggiori della chiesa? Uno dei bisogni maggiori è la difesa da quel male, che chiamiamo demonio”.

Giovanni Paolo II: “il disordine che si riscontra nella società, l’incoerenza dell’uomo, la frattura interiore della quale è vittima non solo le conseguenza del peccato originale, ma è effetto dell’azione infestatrice di Satana”.

Papa Francesco nell’omelia della sua prima messa da Pontefice,: «Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del demonio».

Quando una persona sta male, depressa, infelice … e vede qualcuno che sta bene ed è felice: da fastidio! Il male è contagioso e si vorrebbe che gli altri stiano male … il demonio possiamo riconoscerlo come persona arrabbiata, totalmente infelice e impregnata di odio e superbia che vuole il male di Dio e degli uomini.

Come un cecchino che si mimetizza: non si vede … ma questo non vuol dire che non ci sia!

È conveniente conoscere il demonio perché tanto più lo conosci tanto più ti fa meno paura: un nemico lo affronti e lo sconfiggi quando lo conosci … e sai i suoi punti deboli, le sue intenzioni, le sue strategie …

Ci odia. E la sua principale strategia è il mimetizzarsi, il camuffarsi: come quei cecchini che si travestono da cespuglio … e non li vedi … questo non significa che non ci sia: da lontano vigliaccamente lancia, spara le sue tentazioni.

Chi è? È creatura, e non può mai vincere Dio: infatti è caduto contro le schiere angeliche e ha perduto con Cristo che lo ha sconfitto sulla croce.

È un angelo, disobbediente e superbo: ma è un angelo: questo indica che è spirito, non ha un suo corpo. La storia è che si è ribellato a dio ed è caduto sulla terra con tantissimi altri angeli che lo hanno seguito.

Il fatto che sia spirito apre ad un dettaglio interessante: il demonio è più forte di noi: passa da un continente all’altro, ci conosce, conosce perfettamente le sacre scritture, ha dei poteri che noi non abbiamo. La bella notizia è che Cristo ha vinto e quando noi ci leghiamo a Lui noi diventiamo più forti!

Il demonio sa di aver perduto la guerra: cerca di trascinarsi più prigionieri, più vittime possibili … è il capo branco, principe del mondo.

È l’accusatore e bugiardo, il menzoniero per eccellenza: ti dice: “Dio non ti ama, Gesù se ne frega di te, vivi il piacere finché sei in tempo, non amare … demonio vuol dire “divisore”: famiglie distrutte, preti che lasciano la vocazione, le guerre …

Oggi si evidenziano due tendenze contrastanti: o si vede il demonio ovunque, oppure quella di negare la sua esistenza e negare allo stesso tempo l’influenza negativa che può esercitare nella nostra vita.

Eppure nella professione di fede battesimale si risponde alle interrogazioni chiare: “rinunci a Satana e alle sue seduzioni …??”

Ci ritroviamo sulla collina dei perché, circondati da una foresta ostile, in cui troppe minacce ci assalgono … e il nostro urlo è: perché? Dove sei Dio? Perché permetti tutto questo? Che tipo di Dio sei? Perché questa sofferenza? Perché se questo accade ci sono due ipotesi: o sei onnipotente ma non sei giusto, oppure sei giusto ma non sei onnipotente.

Quando le risposte non sono convincenti si crea un vuoto dentro l’uomo. Senza Dio siamo completamente e inevitabilmente abbandonati ai nostri destini e dei casi del mondo e della storia. La causa dell’essere lupi sta nella perdita del senso autentico della vita, divenendo ingegnosi, ma capaci solo di gioire per le cose materiali.

È la solitudine dell’uomo: l’immagine del lupo che ulula contro la Luna!!!

Dio vuole infatti donarci fin dall’eternità la sua vicinanza e la sua comunione e averci vicino a sé. La Misericordia significa felicità e perfezionamento dell’uomo.

Papa Francesco[2]: “Questo nostro mondo nel cuore e nella mente di Dio è la ‘casa dell’armonia e della pace’ ed è il luogo in cui tutti possono trovare il proprio posto e sentirsi ‘a casa’, perché è ‘cosa buona’”.

La Misericordia Divina offre il passaggio dalla competizione al servizio, dall’egoismo al teo centrismo … e si diventa agnelli: ci si lascia mangiare dagli altri … e più ti dai, più scopri quanto l’altro è dono per te. La divina misericordia ci offre la possibilità di divenire agnelli, agnelli in mezzo ai lupi!

I NASCONDINI DI DIO

Parabola del bimbo e del rabbino che piangono. Il senso del nascondimento

A.T:: il creato e la storia

N.T:

Dentro Maria. Mangiatoia, tutta la vita (insegnamenti, parabole …) croce, sepolcro vuoto: la Parola, La preghiera individuale e di gruppo, l’Eucarestia, dentro il povero (il bisognoso) dentro di noi (quando ci nutriamo dell’(Eucarestia)

La storia di Santa Faustina

Nacque il 25 agosto del 1905 come terzogenita di dieci figli nella famiglia di Marianna e Stanislao Kowalski, contadini del villaggio della Polonia. le fu dato il nome di Elena. Frequentò la scuola per appena tre anni scarsi e dopo andò a servizio presso alcune famiglie benestanti

Fin dall’età di sette anni sentì la vocazione religiosa al servizio di Dio, ma i genitori non le diedero il consenso per entrare in convento.

Però, nel luglio dell’anno 1924 sollecitata dalla visione del Cristo sofferente, partì per Varsavia per cercare un posto in un convento.

Per un anno lavorò ancora come aiuto domestico per guadagnarsi la modesta dote e il 1 agosto dell’anno 1925 entrò nella Congregazione delle Suore della Beata Vergina Maria della Misericordia a Varsavia .
In questa Congregazione trascorse tredici anni in diverse case della Congregazione … lavorando come cuoca, commessa nel panificio, giardiniera e portinaia. Fu ammalata di tubercolosi e dell’apparato.

Provò anche le grazie straordinarie: le apparizioni, le estasi, il dono dell’ubiquità, le stimmate nascoste, il dono di leggere nelle anime umane.
Il compito principale di Suor Faustina fu quello di tramandare alla Chiesa e al mondo il messaggio della Misericordia, che è il ricordo della verità biblica sull’amore misericordioso di Dio per l’uomo, l’esortazione ad affidare la propria vita a Lui e all’amore attivo verso il prossimo.

Gesù ha mostrato a Faustina non soltanto la profondità della Sua misericordia, ma le ha trasmesso nuove forme di culto: l’immagine di Gesù Misericordioso con la scritta Gesù confido in Te, la Festa della Divina Misericordia, la Coroncina alla Divina Misericordia e la preghiera nel momento dell’agonia di Gesù sulla croce, chiamata l’Ora della Misericordia. A ognuna di esse, e anche alla diffusione del messaggio della Misericordia con la testimonianza di vita, ha associato grandi promesse, sollecitando in cambio un comportamento permeato dalla fiducia in Dio e finalizzato all’adempimento della Sua volontà e alla testimonianza della misericordia verso il prossimo.

Suor Faustina morì il 5 ottobre dell’anno 1938 nel convento di Cracovia-Łagiewniki all’età di appena 33 anni

Il 18 aprile dell’anno 1993 il Santo Padre Giovanni Paolo II la elevò alla gloria degli altari, e il 30 aprile dell’anno 2000 La incluse nella comunità del Santi della Chiesa. Le Sue reliquie si trovano presso il Santuario della Divina Misericordia a Cracovia-Łagiewniki.

Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha scritto che nell’epoca dei grandi totalitarismi Suor Faustina è diventata il portavoce del messaggio secondo cui soltanto una forza è in grado di equilibrare la loro negatività: è la verità sull’amore misericordioso di Dio. Ha chiamato il suo “Diario” «Vangelo della misericordia scritto nella prospettiva del XX secolo » che ha costretto gli uomini a sopportare esperienze molto dolorose. Questo messaggio – secondo il Santo Padre Benedetto XVI – è davvero il messaggio principale dei nostri tempi: la misericordia come potenza Divina, come il limite di Dio al male di tutto il mondo.

CONCLUSIONE:

Il lupo da nutrire:

“Un vecchio indiano raccontò al nipote: “Figlio mio, la battaglia nel nostro cuore è combattuta da due lupi. Un lupo è maligno: è collera, gelosia, tristezza, rammarico, avidità, arroganza, autocommiserazione, colpa, risentimento, inferiorità, falso orgoglio; è l’ego. L’altro lupo è buono: è gioia, pace, amore, speranza, serenità, umiltà, gentilezza, benevolenza, immedesimazione, generosità, verità, compassione e fede”. Il nipote chiese dopo un po’ al nonno: “Quale dei due lupi vincerà?”. Il vecchio rispose semplicemente: “Quello che tu nutri”. (Boccardo, Scaraffia 131).

[1] Misericordia, Cardinale Walter kasper queriniana, 2012

[2] Dall’omelia di papa Francesco durante le veglia per la pace del 7 Settembre (per la crisi in Siria)

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