LETTERA AI GIOVANI CHE HO INCONTRATO

Carissimo amico, carissima amica, in occasione della conclusione del mio servizio ministeriale a Solbiate Arno, in attesa di accogliere don Paolo, nuovo parroco, ho deciso di scriverti questa lettera con uno stile semplice. Ti offro questa comunicazione in libertà e gratuità. Appartieni alla generazione dei miei nipoti coi quali mi sono trovato a confrontarmi su amicizie da consolidare e affetti da costruire; sull’impegno nello studio e ricerca di come diventare grandi; sulla maturazione della fede cristiana e sul confronto con altri modi di vivere. Questa lettera vuole essere una continuazione di questi incontri famigliari, creando una specie di tavola allargata con i giovani incontrati in varie occasioni.

Schermata 2016-09-03 alle 15.57.25Questa estate ho letto un libro sul rapporto dei giovani con la Chiesa e con Dio (Bichi e Bignardi “Dio a modo mio: giovani e fede in Italia”). La tua generazione è definita “nativa digitale” e “incredula”: vieni fotografato come portato a stare davanti ad un tablet e come una persona cui il cristianesimo sembra non dare più nulla di decisivo. Tuttavia, nel mio ministero ho avuto modo di apprezzare molti segni positivi che ti fanno capace di interessi, ricerca e dedizione. Tu appartieni alla “prima” generazione chiamata a diventare cristiana in una società che, negli stili di vita e nella cultura diffusa, cristiana non è più. Per te la ricerca di una vita che si apre al Signore Gesù si pone come sfida affascinante ma complessa e controcorrente. In questo noi adulti siamo chiamati a volerti bene e a porci come testimoni credibili e autentici.

In questi anni la nostra parrocchia ha avuto la fortuna di avere diversi bravi preti impegnati nella pastorale giovanile: don Natale che ha rilanciato la vita dell’oratorio; don Maurizio e don Luca che hanno iniziato l’avventura dell’unità di pastorale giovanile; don Angelo e don Stefano che hanno continuato la cura verso gli adolescenti e i giovani. Insieme agli educatori hanno offerto una bella proposta formativa e aggregativa.

Schermata 2016-09-03 alle 15.57.46Per favorire la comunicazione, mi sono venuti in mente dei personaggi narrati nel Vangelo e che, secondo me, un po’ ti assomigliano: come te, partono da “lontano”, da un luogo geografico distante rispetto a Betlemme e a Gerusalemme, eppure si sono lasciati raggiungere da una luce che indicava un cammino; si sono messi in viaggio come ricercatori appassionati nel campo scientifico e umanistico – sapienziale; come ogni giovane, mettono in gioco testa e cuore, bisogni e desideri per capire il senso dell’esistenza e la voglia di essere protagonisti. Come sarà capitato anche a te, il loro percorso è passato attraverso momenti di interruzione e di buio oltre che di conquiste e scoperte. Ad un certo punto della loro ricerca, si sono lasciati guidare da una stella e hanno colto il cuore della Rivelazione di Dio. Certamente avrai capito di chi sto parlando: accogliamo insieme la narrazione.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 2, 1 – 12)
1 Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme 2e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”. 3All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. 5Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: 6 E tu, Betlemme, terra di Giuda,  non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele “.7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme dicendo: “Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”.9Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

Schermata 2016-09-03 alle 15.57.53Carissimo amico, carissima amica, spero che tu non sia rimasto male di fronte a questo Vangelo: non è mia intenzione trattarti come un bambino a cui si raccontano storie per evadere dalla realtà; desidero solo considerarti come un giovane che vuole diventare grande e aiutarti a fare della tua vita qualcosa di bello e di fecondo. L’evangelista Matteo vuole suscitare nel lettore attento qualcosa che può aiutare: la stella che guida i magi rappresenta i grandi desideri e le grandi aspirazioni del cuore; ciò che accade a Betlemme e ciò che accadrà a Gerusalemme dà risposta alle domande  e indica la meta del cammino; i magi sono tutte quelle persone che hanno voglia di cercare e andare oltre il loro orizzonte. Guardando a questi personaggi simpatici e coraggiosi, vorrei farti quattro consegne:

  1. Prova ad interrogarti sulle verità che stanno nel profondo del cuore. Non esitare a porti domande fondamentali, che potrebbero anche lasciarti senza risposta: non avere fretta di trovare soluzioni. Ascoltati nel profondo, nelle tue luci e nelle tue ombre, per sapere da dove vieni, dove stai andando, che senso ha quello che fa parte delle tue relazioni e della vita del mondo. Non rifiutare di pensare e di riflettere: temi piuttosto chi prova a soffocare questa capacità che fa grande ogni persona. In questo esercizio fatti aiutare da qualcuno di cui hai fiducia: attorno a te ci sono molti adulti, credenti e non credenti, che vivono diversi valori con fedeltà e coraggio; fra queste persone ci sono diversi cristiani e fra questi ci sono i preti che hai conosciuto e che possono accompagnarti. Nel silenzio di qualche momento importante della tua crescita, sentiti amato da Dio e in qualche luogo a te caro prova a parlarGli: “Signore, Dio dell’alleanza, amico dell’uomo, come è difficile orientarsi nella vita: vienimi incontro, donami una vita buona e fammi camminare con Te”.
  1. La seconda consegna è un invito: riscopri la Chiesa come comunità di persone e casa da abitare. Se riuscirai a guardare la Chiesa, non come ostacolo da evitare ma come risorsa su cui contare, ti aprirai ad accogliere il tesoro che custodisce, nella sua missione e con le sue fragilità. Perché avvenga questo passo occorre disponibilità e fiducia da parte di chi come me rappresenta la Chiesa e da parte di chi, come te, sei posto di fronte ad essa. In alcune occasioni frequenti la Chiesa e la vivi attivamente; altre volte la senti distante dalle tue sensibilità e la giudichi; altre volte ancora ti delude e ti impedisce di continuare un cammino verso il suo tesoro. Guardala con occhi nuovi: riconosci ciò che ti ha donato e quello che potrà offrirti per una fede personale e coinvolgente. Riscopri la Chiesa guidata oggi da Papa Francesco e dal Cardinale Angelo Scola insieme a tutti noi. I magi sono riusciti ad entrare nella grotta: le persone presenti a Betlemme rappresentano la prima comunità che ha ospitato Gesù e le persone sotto la croce di Gerusalemme sono quelle che hanno dato inizio all’avventura cristiana.
  1. Schermata 2016-09-03 alle 15.58.00La terza consegna è quella di cercare di conoscere Gesù: domandati che cosa pensi di Lui, della Sua vita, delle Sue parabole, della Sua morte in croce. Ti invito a leggere la narrazione della Sua vita nei Vangeli. Non avere paura di Gesù Cristo: quando lo conoscerai lo sentirai vicino, amico, vivo, concreto nel dare sapore e fecondità alla tua vita. Qualche tempo fa, mi ha fatto del bene leggere una lettera aperta di un grande regista agnostico, Ermanno Olmi: “Lettera ad una Chiesa che si è dimenticata di Gesù”. Se riconoscerai il centro che è Gesù Cristo, imparerai a cogliere la preziosità della fede per costruire la tua personalità; verrai aperto alla comunione con il Padre come orizzonte capace di dare speranza e di mettere le ali ai tuoi desideri; verrai riportato a mantenere i piedi per terra per costruire il Regno praticando la giustizia, l’amore e la pace. I magi hanno scoperto che il tesoro indicato dalla stella è Cristo Gesù: davanti a Lui si sono messi in ginocchio e attraverso dei doni hanno consegnato la loro libertà, nella convinzione non di perderla ma di ritrovarla.
  1. Sono contento quando vedo le nuove generazioni giocarsi per gli altri e vivere le relazioni con intensità: la tua libertà spesa con generosità è un punto di forza che regali a tutti noi adulti. Mi è capitato di osservare questo quando hai fatto l’animatore all’oratorio feriale o quando ti ho visto impegnato in qualche Associazione. Ti invito ad accogliere questa ultima consegna: ogni giorno promuovi la logica del dono e della condivisione e falla conoscere ai tuoi amici. Dai la precedenza a vivere le relazioni in modo diretto e aperto, non mediate da social o risucchiate in circuiti chiusi o autoreferenziali. In un mondo che ti offre opportunità di viaggi e incontri, ma che presenta anche molte insidie e inganni, sii vigilante e impara a resistere alla cultura dell’individualismo e dell’indifferenza. Dopo aver riconosciuto che Gesù è il Signore, i magi hanno lasciato perdere le logiche di mediocrità e di malvagità rappresentate da Erode e dai suoi amici; hanno portato nel cuore la sete di giustizia e di pace che Dio vuole suscitare in tutti noi. Fai così anche tu. E quando gli adulti ti deludono o il mondo ti sembra guidato da criteri di prepotenza e di calcolo, sogna sempre un’umanità nuova e chiedi di riconoscerla già in corso per tutti. Tu fa la tua parte!Schermata 2016-09-03 alle 15.57.17

Spero di essere riuscito ad averti con me fino a questo punto: ora mi preme indicarti un testimone. Un cristiano fatto solo di parole non ti serve, un cristiano che tiene insieme parole e vita ti può aiutare. Questa estate, un prete francese è stato ucciso mentre spendeva la vita per la sua gente in nome del Vangelo. Così ha scritto ai suoi amici durante una Messa nella sua parrocchia: “In questo nostro tempo, ciascuno possa sentire l’invito di Dio a prenderci cura di questo mondo e a farne, là dove abitiamo, un mondo più caloroso, umano e fraterno”.  Queste parole di un anziano prete sono un segno di luce che brilla nella notte del mondo.

Grazie per aver condiviso un pezzetto di strada insieme; grazie per le domande e le confidenze che mi hai lasciato. Ti saluto e ti auguro di continuare a crescere nella comunità cristiana, guidata da don Paolo e da don Stefano. Una preghiera l’uno per l’altro davanti al Signore.

Don Domenico