La Misericordia nella Chiesa

La Misericordia nella Chiesa … di generazione in generazione …
Quale chiesa? La chiesa non è solo quella di questa terra …. Ma è anche la chiesa del dopo morte: è una grande chiesa … di generazione in generazione:
Facciamo fatica a parlarne perché la morte oggi è il grande tabù!
La morte:
Per negare la morte: ospedalizzazione, spettacolarizzazione …
Con i giovani è difficile parlare di morte: non piace il per sempre, … cita fatta di scompartimenti (poi da piccoli non si accompagnano a pregare dai nonni defunti).
Cosa accade dopo la morte?
Gesù è come giudice (come nazista nel campo di sterminio che separa chi si salva e chi no?)
La ragione e la fede!
La fede è espressione antropologica: è cosa dell’uomo. Facciamo tutti e tutti i giorni espressione di fede: prendere l’ascensore … mangiare, bere … ci credi che è buono , fa bene ?? crediamo in noi stessi, negli altri! Si ha una necessaria apertura a dire di sì e fare esperienza. Prendi l’ascensore? Non mi fido … se dice di sì … e lo prende e non accade nulla di male sa che quando lo prende si può fidare …
Credere è un modo di relazionarsi con la realtà particolare: dipende dalla testimonianza, implica sempre un dubbio (il mistero) e interpella la mia libertà (dire di sì o di no).
Differenza tra il credere e il sapere.
Quanti di voi credono che ho le chiavi in tasca? Senza vedere qualcuno ci crede … (fai vedere le chiavi, poi ripeti la domanda: quanti di voi credono che ho la chiavi in tasca?). Ma voi non credete che ho le chiavi: voi sapete perché avete visto ….
Il sapere si ricerca con l’esperimento … toglie i dubbi!
Credere muove il vivere! Credo veramente quando vivo … (“non chi dice Signore, Signore, ma …)
Credere e sapere sono due espressioni distinte: il credere contiene sempre un elemento di mistero che si basa sempre sull’affidarsi … a chi mi affido. È una esperienza, non è solo studio … ma ci si affida all’invisibile. Anche se non vedo, anche se non capisco tutto … vivo.
Parabola antica: l’ateo andò dal rabbino per metterlo in discussione: entrando nella casa del rabbino lo vide pensieroso che diceva: “forse … forse … forse”. Chiese l’ateo il perché di tutti quei forse: e il rabbino ripose guardando in alto: forse …
Quando il credere (dire di sì alla testimonianza di un altro) muove il vivere … il vivere esprime delle conferme che fanno crescere in noi delle certezze. Il come sto dopo essermi confessato, il come vivo oggi rispetto a 10 anni fa quando iniziai a vivere veramente la fede … cosa è cambiato in me da quando prego …
Questo implica l’uso della ragione … con l’anima: le due ali che fanno volare l’anima a contemplare la vita.
RAGIONE COME MACCHINA: FIDEISMO: NON RENDI LA MACCHINA (miracolismo, incoerenze, rigidità), RAZIONALISMO: GUIDI LA MACCHINA SENZA DIO … E VAI A SBATTERE!
Per mezzo della Fede in Dio (la Sua Parola) scopro che il Signore non è indifferente ai comportamenti da lupo dell’uomo … si rattrista, ne è dispiaciuto … e va alla ricerca dell’uomo …
La fede nasce dall’incontro eccezionale di chi mantiene sempre la Sua parola: Dio Onnipotente. E ha il suo modo di comunicare la sua presenza …
Luca 16, 19-31
In quel tempo Gesù disse ai farisei:19”C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. 20Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, 21bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. 22Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. 23Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. 24Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. 25Ma Abramo rispose: “Figlio, ricordati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. 26Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. 27E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, 28perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. 29Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. 30E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. 31Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”»”.
Commento:
Purgatorio
Introduzione: Una ragazza è in casa … indaffarata in tante cose … e in tanti pensieri … è in casa … sporca … non attende visite importanti … ma ad un tratto, quando meno se lo aspetta ecco suonare il campanello: è la sua ora. Aprendo la porta la giovane vede con meraviglia lo splendore del suo Amato: bellissimo, elegante, profumato: perfetto!
Lo accoglie in casa … felice … mai stata così felice. Tutte le cose che faceva prima perdono di significato, i pensieri di prima sono dimenticati … ora c’è Lui e soltanto Lui. Felice di essere amata … e contemporaneamente si sente a disagio: è spettinata, sporca, puzza … e allora, con un “arrivo subito” lascia il suo amore in salotto e corre in camera da letto per cambiarsi, in bagno per lavarsi … e per farsi bella! Ciò che prova è: felicità indescrivibile, mai stata così felice … e, nello stesso tempo: nostalgia, tristezza, rimpianto: se fosse già pulita ora stare già in salotto con il suo Amore. Perché non mi sono lavata prima? Perché non essere sempre pronta? Un ansia che brucia come il fuoco. Il tempo sembra non passare: fa soffrire in non poter vedere l’amato! Ecco la Madre andarle incontro. Mentre la giovane si lava la mamma le stira l’abito più bello: così il tempo di attesa è ridotto. Allo stesso modo le amiche corrono in suo aiuto: aiutandola a pettinarsi, profumarsi … il tempo allora diviene breve e man mano ci si vede pronti davanti allo specchio la nostalgia si riduce … e la felicità aumenta. Quando è pronta: nessuna macchia … nessun capello fuori posto: ora sì: si può unire al suo amato. E sarà grata per tutti coloro che l’aiutata!
1 parte) analizziamo questa storia: cosa ci insegna: siamo presi da tante cose di questo mondo: quando arriverà la nostra ora: tutti i nostri pensieri, le nostre preoccupazioni perderanno significato. Vedremo la cose di questo mondo in modo nuovo: non saranno più attraenti … nulla ci farà desiderare di tornare! Questo perché avremo la visione di DIO: in tua la sua luce, in tutto il suo splendore … una felicità ci avvolgerà completamente … non è Dio che ci dice: guarda che sei sporco: vai via! Ma, guardando come in un film le nostre mancanze della nostra vita: i peccati non confessati e le pene che ne derivano che non sono del tutto guarite …, siamo noi che accettiamo per amore un tempo di purificazione: da un lato si è felici perché si è AMATI, dall’altra si soffre per la nostalgia di non poter vedere DIO: abisso, esilio, prigione, attesa, santo ospedale … il fuoco dello Spirito Santo non punisce: PURIFICA le nostre macchie e ruggini! Le emozioni che viviamo la saranno moltiplicate per milioni di volte: si gioisce in modo indescrivibile: ma si soffre anche in modo più forte: è tutto esagerato!!! Perciò si vive un esilio con davanti un qualche cosa che ci impedisce la beata visione!
Non è accettabile per noi non essere del tutto perfetti davanti a Dio!
Questo fa male. E non abbiamo delle distrazioni. Non è che accendo la tv, uso il cellulare o altro per svagarmi un po’: sei lì e pensi e desideri solo questo: rivedere il Creatore che ti ama, ti amava ancor prima della creazione e ti amerà per sempre. Non è dunque giustizia punitiva: il purgatorio è espressione della Misericordia di Dio che ci ama. Poiché nessuno di noi si merita il Paradiso … il purgatorio diviene il grande atto di amore che conferma che Dio vuole stare con noi tutta l’eternità … e l’eternità è tanto!!!
2 Parte) La riflessione di coscienza: mi spiace: quanto si poteva fare in vita … quanto si poteva evitare dei peccati commessi … quante volte potevo confessarmi … quanto potevo amare e non ho amato … ma non posso tornare indietro!
Ed ecco Maria, l’Immacolata concezione che fa visita alle anime del purgatorio: il refrigerio, la consolazione del loro esilio. Maria è loro Madre e puntualmente visita le anime che amano e soffrono in purgatorio alleviando loro le pene. E così i Santi … e cosi anche noi possiamo essere di grande aiuto a loro … con la preghiera, la visita al cimitero e specialmente ne far celebrare loro la Santa Messa!!! Il loro tempo di esilio si riduce, riducendo la sofferenze e aumentando la felicità che troverà massima ed eterna espressione nell’incontro definitivo!
Conclusione) La devozione al purgatorio è la migliore scuola di perfezione cristiana! La nostra vita e la nostra relazione con Dio è una cosa seria!
Chi andrà in Paradiso anche grazie alle nostre preghiere … ci sarà grato in eterno … e l’eterno è tanto!

Predicare alle missioni: come gridare in spiaggia e avvisare la gente di prendere la barca della Salvezza (chiesa esternamente faticosa e brutta …)
La nave bella, esternamente dorata ma all’interno è una trappola ortale che ti fa cadere negli abissi della dannazione.
C’è chi non ti ascolta
C’è chi si compiace di quello che dici …
Molta gente ti guarda stupita e ti accusa: chi te l’ha detto?
La Parola di Dio (i peccati contro lo Spirito Santo non saranno perdonati … ) Concilio di Firenze, Concilio di Trento, Concilio Vaticano II, costituzione dogmatica Lumen Gentium, catechismo della chiesa cattolica (di generazione in generazione lo Spirito Santo continua a mostrarci le verità della fede)
Spaventi i bambini! I bimbi comprendono più dei grandi: è chiaro che queste cose non vanno dette per spaventare: con la paura non si è convertito nessuno …
Alcuni santi mistici hanno visto l’inferno: S: Giovanni Bosco, S. Teresa D’Avila, S. Veronica Giuliani … santi che in diverse epoche hanno visto la stessa cosa: dolore, buio, fiamme, le anime dannate soffrono, odiano, bestemmiano dio e i santi … per l’eternità!
Non dicono di più del magistero, colorano di particolari quello che la chiesa dice!

Quando troviamo purtroppo sulla strada i segni visibili di un incidente: macchine rotte, in fiamme, l’ambulanza, chi si è fatto seriamente male e chi si è salvato: accade di chiederci: come ha fatto a salvarsi? Come è successo l’incidente? Ecco che da una telecamera possiamo trovare le risposte: riavvolgendo il nastro del filmato possiamo rivedere il film dell’incidente e dire: “è andata così”!
La parabola di Gesù è un po’ come un riavvolgere il nastro della vita e costatare: “e sì: è andata così!”
Il primo interessante elemento è questo: generalmente nei giornali si dice che quel ricco, industriale, attore famoso o politico di quel partito, chiamato per nome … ha compiuto un opera di bene per i poveri, per la mensa dei poveri, in missione tra i poveri: i ricchi hanno il nome e i poveri sono poveri generici senza nome … per Dio accade il contrario: il ricco è senza nome e il povero si chiama Lazzaro.
Questo perché: al nome del ricco possiamo mettere il nostro, tutte le volte che non accorgiamo del suo bisogno, della sua miseria … tutte le volte che siamo egoisti; in secondo luogo: quando non ci accorgiamo che chi ci sta accanto ha delle piaghe e non si fa nulla, si perde la dignità di uomini, chi non ama, neanche un po’ non è uomo, o donna … scade nel divenire bestia (lupo) e non ha diritto di avere un nome. Infine: Lazzaro va in paradiso: è santo. Possiamo metterci il nome di qualsiasi Santo (Agostino, Teresina, Paolo … ) il ricco va all’inferno e alla chiesa non è permesso di dire chi è andato all’inferno, non è permesso. Si può chiamare qualcuno che è in paradiso come segno, come modello da imitare, come esempio di incoraggiamento … considerando che i santi sono tantissimi, molto di più … ma non sappiamo chi sono i dannati!
Perché il ricco va all’inferno? Non perché è ricco … ma perché vede … e non vuol vedere! Alla porta c’è Lazzaro: i cani gli leccano le ferite … il ricco è talmente impegnato a mangiare e vestirsi all’ultima moda … che non vede il bisogno di Lazzaro … Il ricco non può dire di non conoscerlo: infatti dice ad Abramo: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”, quindi lo conosce, riconosce Lazzaro … inoltre è interessante come il ricco abbia conservato una superbia fastidiosa: tratta Abramo come un suo pari e Lazzaro come un suo subalterno, un suo schiavo: questa superbia conferma la teologia della chiesa ormai consolidata nei secoli: la teologia dell’auto condanna: chi non ha mai amato, non si è mai donato, non ha voluto aprire il suo cuore a Dio .. quando muore rivede il film della sua vita … e, conserva tutta la superbia e l’egoismo accumulata negli anni: al cospetto della bellezza di Dio … di fronte alla sua bellezza si scappa si fugge fino a fuggire e cadere. Nella parabola del Padre Misericordioso il figliol prodigo ritorna al Padre, con la speranza che si converta; nella parabola dell’Amministratore disonesto che, con scaltrezza si fa degli amici, cambia atteggiamento: in questa parabola non c’è conversione … e il finale è tragico!
Perché il povero Lazzaro va in paradiso? Non perché è povero, ma perché è mite: lazzaro in ebraico significa “Dio aiuta”, ti è vicino nei momenti difficili, nelle miserie della vita … e lazzaro lo sa … e non risponde con violenza: è mite. L’immagine dei cani che gli leccano le ferite è una scena disgustosa: è per dire che Lazzaro è disponibile a preoccuparsi dei bisogni di tutti, persino dei cani … è disponibile a donarsi a tutti … e dentro l’ingiustizia si dona, ama e ama. San Francesco quando vedeva qualcuno più povero faceva in modo di donagli quel poco che aveva … per essere dono per gli altri … va in paradiso chi ama, ama … in qualsiasi realtà, in qualsiasi condizione … è la ricchezza gradita a Dio.
Cardinal Kasper :
La nostra vera povertà consiste nella lontananza da Dio provocata dal peccato. Il punto di partenza è un presupposto che non prova l’esistenza di Dio, ma permette all’uomo di vivere in un modo nuovo, guardando il mondo in un modo nuovo: noi siamo fatti per essere felici perché Dio ci vuole felici l’interrogarsi su Dio diventa la cosa più importante. Si inizia a pensare a un Dio benigno: Dio vuole stare con l’uomo.
Quando facciamo qualcosa, pensiamo o diciamo qualcosa … ha un “rimbalzo” nell’eternità: noi saremo il risultato nelle nostre scelte …
“Lazzaro stava alla porta, coperto di piaghe”: i bisogni degli altri, il bisogno del perdono, affetto, pazienza … i bisogni degli altri sono delle porte … non sono delle fregature, che ci vogliono derubare di qualcosa … ma sono delle porte, ovvero delle occasioni, opportunità … delle porte per il paradiso: ogni atto di carità, di misericordia è un atto che ci conduce in paradiso!
Valutiamo allora prima cosa c’è in gioco, cosa rischiamo … per scoprire il valore della Misericordia di Dio.
Prima di tutto conviene cominciare affermando che non risulta più lecito parlare di castigo da parte di Dio né tanto meno di vendetta. Il rischio è trasformare Dio in un essere interessato, pronto a castigarci non gli rende il servizio dovuto: un giudice implacabile che persegue il colpevole per tutta l’eternità, un tiranno ingiusto che crea senza permesso, che non lascia alternativa che servirlo o esporsi alla sua ira e che castiga con pene infinite errori di creature radicalmente deboli e limitate.
L’inferno appare come il culmine del male, come il suo ultimo e definitivo volto autodistruttivo. Se non è un azione positiva di Dio, la sua origine sta nella malizia della sua creatura.
Se rappresentiamo la Divina Misericordia come un infinitivo oceano d’Amore, che ci attrae a sé, è fedele, leale … dolce … se noi rimaniamo sulla spiaggia senza immergerci in essa, in noi non accade nulla di nuovo … rimaniamo nell’immondizia del nostro odio, del nostro egoismo, del nostro peccato.
Catechesi di Giovanni paolo II del 28 luglio 1999: “Dio è Padre buono e infinitamente misericordioso. Ma l’uomo, chiamato a rispondegli nella libertà, può purtroppo scegliere di respingere definitivamente il suo amore e il suo perdono. Non si tratta di castigo ma di premesse già poste dall’uomo che si sviluppano in questa vita. L’inferno è l’ultima conseguenza dello stesso peccato che si ritorce contro chi lo ha commesso.
È il rifiuto dell’uomo alla Misericordia di Dio!
Le affermazioni riguardanti l’inferno possono spronare a convertirsi. L’inferno, come possibilità reale, intende dire: esiste la possibilità reale del fallimento eterno e del mancare totalmente il senso dell’uomo. Dio vuole la Salvezza dell’uomo, ma non senza l’uomo. Perciò ne ottimismo a buon mercato nei riguardi della Salvezza, né un pessimismo che incute paura corrisponde alle affermazioni bibliche. È proprio della misericordia di Dio non ignorare la nostra libertà umana. Dio consiglia, ma non costringe, ci solletica, ma non ci calpesta, né ci fa violenza. La libertà umana si risveglia nell’incontro con un’altra Libertà.

Cosa far per le anime del Purgatorio, Preghiera, visita al cimitero, S. Messe in suffragio.

Cosa fare noi in questa vita?
Luca 6,36
36In quel tempo, Gesù disse: “siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso”.
Una ragazza tradisce il ragazzo che la lascia. La giovane non riesce a perdonarsi questo grande male che ha commesso e non riesce a ricominciare una relazione con un altro giovane. Un ragazzo vede morire di malattia la madre e non riesce a perdonare il padre per averli dimenticati. Sono esempi di peccati gravi … ci sono anche i piccoli peccati di tutti i giorni: quando l’altro non è in ascolto della tua presenza, ti usa, ti controlla, ti giudica, è indifferente nei tuoi confronti. Viene la voglia di dire: “se mi tradirai, se mi farai quella cosa lì non ti perdonerò”, oppure: “adesso basta: se lo fai ancora non ti perdonerò!” e Gesù dice di perdonare sempre … sempre e tutti i giorni. Lo dice ai discepoli, lo dice alla chiesa! Lascia tutti a bocca aperta … è una richiesta impossibile e allora sorge la domanda: ”Signore aumenta le nostra fede”. Gesù smonta questa richiesta usando l’immagine del gelso: una pianta grande, può arrivare a 20 metri di altezza e un diametro di chioma di 7 metri. La particolarità sta nelle radici: molto profonde … la nostra rabbia, generata dal male subito … affonda le sue radici nel nostro cuore. È un male che entra in noi degenerando in un profondo rancore … che fa male … Esternamente si manifesta con tristezza, a volte fuga, o aggressività …. Ma dentro il cuore le radici trovano terreno in cui insinuarsi …
Serve una grande fede per sradicare il male in noi come si sradica una pianta di gelso? No … dice Gesù: ne è sufficiente la quantità di un granellino di senape, ovvero basta poca fede, basta poca fede per togliere il male che ci hanno fatto …
Se ne serve poca di fede e la cosa sembra impossibile … allora: non abbiamo fede!
Gesù si spiega meglio e racconta una parabola che non è carina: il servo che serve e poi, finito di servire, serve ancora. Non è bello! Il senso è questo: abbiamo fede quando viviamo una profonda relazione con Gesù misericordioso che ci perdona e ci ama teneramente, e, di rimando siamo misericordiosi anche noi, senza ricercare meriti, o l’applauso … o il sentirsi apposto … ma felici di vivere l’incontro con gli altri come occasioni per distribuire Misericordia. È il servire che rende felici, il donarsi sempre … cambiando servizio, o cambio chi si serve … l’importante è servire, cioè amare! Quando si vive l’umiltà del donarsi … il nostro cuore è così morbido, tenero che quando subiamo una ingiustizia che ci fa male, ci fa soffrire … ma le radici di questo male fanno fatica ad entrare in profondità nel nostro cuore … ed è facile sradicare il dolore, la sofferenza subita …
Al contrario, un cuore superbo, che fa del bene e si sente apposto, ricerca l’approvazione la gratificazione degli altri … (ritorna il “lupo” che è in noi) è un cuore che accoglie il male le cui radici giungono così in profondità che appare impossibile cancellare. Il narcisista, colui che pensa a se, il superbo, l’egoista difficilmente dimentica un torto subito, reagisce subito al male con altro male … è vendicativo … a volte violento. Non dimentica e prima o poi te la fa pagare.
La fede è storia d’amore, è relazione con Dio … un Dio che si rivela Misericordioso e ci apre alla via dell’essere misericordiosi.
Il nemico ci offre la possibilità, l’opportunità di amare il nostro nemico, colui cioè che ci fa del male. È il nemico che ci dono l’occasione di giungere alla perfezione evangelica. Quando il nemico viene visto come ostacolo alla mai felicità … ecco che si realizza l’effetto domino: il male di diviene contagioso.
Quando l’altro ci fa del male spesso non si affronta la cosa, si ha quasi paura di soffrire ancora … il problema è che si crea un muro invisibile … di separazione che alimenta il risentimento e la vendetta.
Come è bello giungere alla maturità di fede di pregare per i nostri persecutori: “Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno”
1- Ascoltare la rabbia
2- Chiedersi: perché l’altro fa così
3- Vedere nell’altro la sua miseria: contagiato di male … immaturità, non vuole cambiare e non vuole liberarsi del male … malato di superbia e orgoglio … invece di soffermarsi sulle ingiustizie che compie: leggi in lui la miseria, come fosse un animale ferito di male … che diviene aggressivo …
4- Non si vuole giustificare, minimizzare … l’altro mi farà male … non si vuole negare nel domani le sofferenze e le ingiustizie … ma si nega la solitudine di Cristo che ti ama teneramente … e si nega l’impossibilità di vivere evangelicamente l’amore per il nemico … (come quella coppia che si scrive il bigliettino e lo lascia sul cuscino dell’altro per comunicare un disagio … e dare il tempo all’altro di pensarci … e quando vuole dare il tempo per parlarne …)
5- Amare il nemico non è un ostacolo, ma è opportunità di liberazione … di fermare il contagio del male! Quando viviamo questo siamo simili a Cristo!

Ricorda la perfetta letizia di Francesco, il poverello di Assisi: il torto subito non toglie quella Gioia immensa di avere Cristo nel cuore.
Dal diario di Santa Faustina
Le anime che diffondono il culto della Mia Misericordia, le proteggo per tutta la vita, come una tenera madre protegge il suo bimbo ancora lattante e nell’ora della morte non sarò per loro Giudice, ma Salvatore misericordioso.(D. 1075).
Questo compito non è solo per i sacerdoti: ma per tutti!
1) Con un approfondimento continuo, basato sulle scritture della Bibbia, di questo più bel mistero della nostra fede e il cercare i segni di quest’amore nella propria vita e nel mondo.
2) La persona che ha fiducia di Dio (che fa la Sua volontà) e fa le opere della misericordia è un’immagine viva della Divina Misericordia, perché chiunque lo guarda sa che Dio è buono, che vale la pena di avere fiducia in Lui e di seguirLo nell’amore misericordioso verso le persone.
la venerazione della Misericordia è tramite la preghiera e soprattutto tramite la pratica del culto alla Divina Misericordia nelle forme che Gesù trasmise a Suor Faustina. Ogni giorno attraverso la Liturgia della Chiesa e la venerazione individuale dell’immagine di Gesù Misericordioso, attraverso la recita della Coroncina alla Divina Misericordia oppure attraverso la pratica della preghiera nell’Ora della Misericordia, si può lodare Dio nel mistero della Sua Misericordia, diffonderla e impetrare per il mondo la misericordia.

Come difendersi dai lupi:
Efesini 6,11 “Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo”.
La prima difesa è essere consapevoli che i demonio esiste. La consapevolezza che con Cristo noi vinceremo sempre. La tentazione è permessa da Dio perché è occasione di crescita nella fede.
Giacomo 4,7: “Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi”.
Ecco le armi a nostra disposizione:
Confessarsi frequentemente. Il demonio farà di tutto per impedirla. Pregare al mattino e alla sera Recitare il rosario: Maria è la creatura più obbediente e umile! Adorazione Eucaristica Partecipazione messa e Santa comunione, Recitare preghiere: angelo custode …
… Compiere atti di misericordia!
Compiere atti d’amore e di perdono hanno il potere di rendere inefficace il morso dei serpenti e l’effetto distruttivo dei veleni bevuti nella vita, le amarezze le ingiustizie subite.
L’Amore ricevuto da Dio e donato agli altri: questo è ciò che conta di più!
Luca 10,20: Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli».
Impariamo da Maria ad essere veri discepoli!
Maria:
* Santa Suor Faustina ha imparato fin dalla più tenera età, e nella vita conventuale fu molto approfondito, il culto di Maria Madre della Misericordia. Fu proficua non solo la spiritualità della Congregazione, la cui Patrona è Maria Madre di Misericordia, ma anche il contatto molto personale con Maria.
In molteplici apparizioni, visioni, incontri Maria mostrava a Suor Faustina il mistero della Divina Misericordia nella propria vita, le insegnava, la rafforzava e l’accompagnava nella missione profetica della Misericordia

Maria: Madre di Dio: ci insegna l’ascolto … capace di accogliere la Misericordia di dio!
• È Lei che ha dato al mondo la Misericordia Incarnata. Maria è nel contempo Colei che ha reso possibile col sacrificio del cuore la propria partecipazione alla rivelazione della misericordia divina (DM 9), quando ha dovuto mettersi sul Calvario sotto la croce di Suo Figlio. Perciò Lei conosce a fondo il mistero della misericordia divina. Ne sa il prezzo, e sa quanto esso sia grande (DM 9). Maria anche attraverso una partecipazione nascosta e, al tempo stesso, incomparabile alla missione messianica di suo Figlio, è stata chiamata in modo speciale ad avvicinare gli uomini a quell’amore, che egli è venuto a rivelare (DM 9).
• La figura di Maria, Madre di Misericordia, viene rappresentata con le braccia stese verso la gente (pronte a dare aiuto), con un manto, che fin dall’inizio dell’iconografia, simboleggia la protezione e la misericordia della Madre di Dio verso gli uomini.
Madre nostra:
• Per Suor Faustina Maria non era soltanto Madre del Figlio di Dio, ma anche la sua personale Madre spirituale. La Madre di Dio ricordava a Suor Faustina in modo speciale la verità sulla maternità spirituale di Maria che viene professata dalla santa Chiesa, mostrandola come dono della misericordia Divina.
Maria esempio e Maestra di vita interiore
È bella! Affidarsi a Dio ci rende belli!
* Per Suor Faustina, Maria era soprattutto l’esempio di un completo affidamento a Dio, cioè dell’adempimento della Sua santa volontà e della misericordia verso la gente. Nel Suo cuore scrive nel ”Diario”- non c’era nemmeno un palpito che non fosse concorde con la volontà di Dio (D. 1710; cfr. D. 1437), anche se nella vita la spada del dolore trafisse più di una volta il Suo cuore (D. 915). Come una statua bella descrive la bravura dell’artista, Maria, nella sua Bellezza, rappresenta la bellezza del Suo Creatore.

* La Madre Santissima era per Suor Faustina non soltanto l’esempio di una completa fiducia in Dio, che si era espressa col Suo fiat nell’annunciazione a Nazareth fino al momento dell’agonia di Suo figlio sul Golgota, ma anche l’esempio di tutte le virtù, tra le quali apprezzava di più la purezza (D. 161), l’umiltà (D. 161) la mitezza e il raccoglimento dello spirito (D. 1398), la collaborazione nascosta con Gesù nella salvezza delle anime, un completo donare sé stessa alla persona e all’opera di suo Figlio.

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